martedì, 15 luglio 2008

Già, oggi che faccio? quasi quasi scrivo, veramente è una domanda che si devono fare in molti, visti i libri che si vedono in giro, il politico, per ammazzare il tempo, fra una seduta e l'altra, un apparizione in televisione, così presenta il suo ultimo libro, perchè in televisione ci si va per quello, non per discutere su come fare le leggi, ma su come far leggere, il giornalista, il medico, l'attore, lo sportivo, il militare, l'idraulico, no non ha un tubo di tempo quello e poi di cosa dovrebbe scrivere quello, e poi chi lo inviterebbe in televisione per presentarlo.

 Vespa no, Lui in televisione c'è sempre, lo vediamo in tutti i programmi, non so dove trova il tempo per scrivere, forse la notte? e quando dorme, di giorno o durante la trasmissioine, adesso ho capito perchè ogni tanto suona il suo campanello, è per tenersi sveglio, mi sono accorto sapete come mai tiene una mano in tasca, la mia amica diceva che teneva una mano lì per scaramanzia, io pensavo che si trastullava, invece no, era per il campanello.

 Adesso scrivo io, se Alice mi accompagna, si Alice è la mia ADSL, non sempre ha voglia, è come quelle mogli che te la danno solo alle feste comandate, ogni tanto si mette a sbarbellare il suo occhiolino magico e addio linea, non mi resta che chiamare il 187, quattro Madonne, una minaccia di disdire il contratto e la linea viene, si come le mogli, viene, anzi fa finta di venire, due clic e via, si mette a sbadigliare. Ora no è da ieri che fa giudizio, adesso scrivo, ma cosa mai scrivo? A me la voglia di scrivere m'è l'ha fatta venire Fabio Volo, anzi Bonetti, lo conoscevo quando era un ragazzino e faceva finta di aiutare il padre fornaio, a me sinceramente non dava tanto affidamento, poi si è messo a fare radio e con le sue battute sveglie ha fatto fortuna, ora è un bravo attore, quello sì lo riconosco, ho visto alcuni suoi film, ma a scrivere dicevo che mi ha fatto venire voglia Lui di farlo, ho pensato: se scrivendo quelle cosine, trovi qualcuno che ti legge, allora io ?  Stavo leggendo un suo raccontino, quelli  "i corti di carta" pubblicati dal Corriere della Sera, cominciava così " Il treno stava per arrivare alla stazione, appoggiati alla parete del corridoio, un ragazzo ed una ragazza, guardavano fuori dal finestrino, Lui ad un certo punto, prima che il treno fermasse, le sussurrò all'orecchio: mi lasci il tuo numero di telefono, ti voglio rivedere", cose di una banalità assoluta, pochi minuti prima nello scompartimento avevano fatto all'amore, senza dirsi niente, banalità assoluta e scritta anche con parole volgari, i veri scrittori non hanno bisogno di raccontare i particolari intimi di due che fanno all'amore, se li deve immaginare il lettore i particolari ed ognuno li immagina a modo suo.

 Oh si, sono più bravo io di Fabio a scrivere, anche se ho fatto solo le elementari, veramente anche Lui, non è andato oltre le medie, e poi conosco laureati che in quanto ad ignoranza ci superano, quello si, possiamo esserne fieri,  già ma io dovevo scrivere, e cosa scrivo adesso? speriamo che la mia Alice si mette a sbadigliare, così ho almeno il pretesto per smettere....Aspetta ancora un momento, il tempo di pubblicare il post almeno..... 

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venerdì, 11 luglio 2008

Oggi non mangio, sono le 12, del 11 luglio 2008. Beppe Grillo ha avuto il potere di farmi risparmiare, ho appena letto il suo ultimo post sul suo famoso blog, mi ha fatto passare l'appetito, riporta la lettera di Nadia, trent'anni, sposata, un figlio di nove mesi, in aspettativa con trecentocinquanta euro al mese, suo marito ne guadagna milleduecento, pagano ottocento euro di affitto, l'asilo nido comunale non prende il bambino perchè superano il reddito, per Lei poter cominciare a lavorare ancora, l'asilo privato vuole cinquecento euro al mese, hanno uno scoperto in banca di duemila euro.

 Si, mi è passata la fame.

 Se qualcuno/a di Voi ha problemi di linea, non occorre una dieta, provate anche Voi a farVi passare la fame, leggendo il blog di Grillo.

.....e così sia.......

postato da: Federico1250 alle ore 11:03 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 03 luglio 2008

Qualcuno si vuole accomodare? si accettano prenotazioni.

Un tuffo nel blu

Una rinfrescatina fa sempre bene.

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....se poi si è solo in due.........

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martedì, 24 giugno 2008

Mentre navigavano verso il Messico, Gianni era felicemente sorpreso, da come era stato facile fare amicizia con una compagna di viaggio, la sera prima dell'arrivo a Merida Progreso in Messico, mentre erano seduti a chiacchierare in un salottino della nave, Erica, così si chiamava la donna, leggendo il giornale di bordo con le varie iniziative, chiama il figlio, indicandogli che era a disposizione il club giovani dove i ragazzi erano accuditi e intrattenuti con varie iniziative di giochi di gruppo, il ragazzo accettò felice di partecipare a tale club e decisero di andarlo ad iscrivere quella sera stessa.

L'escursione a Chichen-Itza durò tutto il giorno, Gianni aveva scelto proprio quella crociera, perche voleva andare a visitare quella localita dei Maya, aveva letto molto di quella cultura, ma non era mai stato in Messico, Cristian (cosi si chiamava il ragazzo) era entusiasta di conoscere quei posti, erano perfino andati assieme sulla piramide Maya, salendo tutto d'un fiato i gradini che portano alla sommità, da dove si ammirava l'estesa pianura dove sorgevano i villaggi, ora coperti di vegetazione.

Il rientro in nave era stato a sera inoltrata, il tempo di una doccia e subito in sala ristorante, dove nel frattempo il Maìtre li aveva messi tutti e tre in un tavolo, il ragazzo aveva fretta di mangiare perchè aveva deciso di andare al suo club dove sarebbe stato trattenuto fino a mezzanotte, loro due si erano diretti al bar per il solito caffè, l'orchestrina suonava un lento, Gianni aveva preso una mano ad Erica e, alzandosi dalla poltroncina l'aveva invitata a ballare, il lento sapete, invoglia la vicinanza corporea e Lei aveva aderito al corpo di Gianni, come se fosse una cosa consueta, era la prima volta che si toccavano, il viso di Gianni era vicino all'orecchio di Erica, Lei sentiva il suo fiato sul collo e ad un tratto sentì anche una flebile voce che diceva: andiamo nella mia cabina? Lei non rispose ma, dopo che il ballo era finito, si lascio condurre verso l'ascensore che li avrebbe portati verso il paradiso, in quel caso il paradiso era al ponte 8, cabina 8158.

Il paradiso continua..................

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categoria:racconti
venerdì, 20 giugno 2008

ridotta

Già, la nave va, con tutto il suo carico di feste, divertimenti, amori, gelosie, rancori e.....tristezze.  Si anche quelle, Gianni non era al massimo della felicità, il fatto di trovarsi solo in cabina, lui che era abituato alla compagnia della sua donna, non sapeva come comportarsi, la sera della partenza della nave, si era recato al ristorante per la cena, naturalmente al tavolo di sei persone, a Lui avevano riservato due posti, e ai commensali aveva detto che la sua compagna era indisposta e sarebbe rimasta in cabina, finita la cena aveva fatto un giro per la nave per prendere conoscenza dei posti e più tardi si era recato in teatro dove spiegavano le varie tappe che la nave avrebbe fatto con le escursioni possibili.

La mattina dopo, il primo approdo era stato quello di Key West, una bellissima isola al largo della Florida, aveva fatto colazione al ristorante buffet da solo, cosi da non dover prendere delle scuse per la sua solitudine, poi era sbarcato, aveva preso un bus navetta per la citta, una citta protesa sul mare, aveva visitato anche la casa dove ha vissuto Hemigway e dove ha scritto il suo libro "Il vecchio e il mare" e aveva capito come mai si era fermato a lungo a vivere in quell'isola. Verso mezzogiorno aveva deciso di rientrare in porto e mentre aspettava il bus navetta, notò una bellissima donna con un bambino di una decina di anni che, anche loro, aspettavano il bus, infatti anche loro salirono e Gianni si sedette proprio dietro della donna, notò che aveva i capelli biondi legati con un fermaglio e lasciavano scoperta la nuca e le orecchie dove dai lobi, pendevano due orecchini formati da due cerchi concentrici. Arrivati al porto tutti si incamminarono verso l'imbarco della nave, la donna mentre prendeva dallo zainetto i documenti, si lasciò sfuggire di mano un pacchetto, conteneva certo un giocattolo acquistato per il ragazzo, perche egli si stava chinando per raccoglierlo, ma Gianni fu più svelto di Lui e lo porse alla donna, che ringraziò con un sorriso.

 La sera Gianni non aveva voglia di mettersi al tavolo assegnato del ristorante, così preferì andare al buffet libero, prese un vassoio e si mise in fila per servirsi da solo, prese un pezzo di pizza, due filetti di pesce ai ferri, un po di verdura, e si mise in cerca di un tavolo libero, il suo occhio lungo vide la famosa nuca del bus, il bambino era alle prese con quattro pezzetti di pizza e in quel tavolo da quattro c'erano due posti liberi, si avvicinò e guardando negli occhi la donna chiese se poteva accomodarsi li vicino, la donna lo accolse con un grande sorriso  anche perchè si era ricordata di Lui, mangiarono allegramente , parlarono del primo giorno di crociera, dell'isola visitata e di quale escursione prenotare, una volta arrivati in Messico, dopo due giorni di navigazione, Lui titrò fuori il programma e decisero di prenotare l'escursione a Chichen-Itza, andarono insieme a prenotarla nel box delle escursioni, ormai erano diventati amici, il ragazzo era simpatico, ogni tanto si assentava per girovagare li vicino, mentre loro si erano seduti al bar per prendersi un caffè, in un palchetto c'èra un'orchestrina che suonava, la gente ballava in mezzo alla sala e la nave andava.................

Segue se.... vi va.......

 

postato da: Federico1250 alle ore 18:06 | Permalink | commenti (6)
categoria:racconti
lunedì, 16 giugno 2008

A dire il vero, quella volta Gianni non aveva così tanta voglia di partire, quella crociera l’aveva prenotata più di tre mesi prima e, in quei tre mesi era successo il patatrac, non è che con Patrizia le cose andassero poi tanto bene, le continue litigate per un nonnulla, avevano logorato il loro rapporto e quel viaggio lo aveva proposto proprio per cercare di ristabilire un po’ di intimità che pian piano si stava affievolendo. Però dopo l’ennesima sfuriata di Lei, Gianni non c’è l’aveva più fatta, l’aveva accompagnata davanti la sua casa, aveva aperto la portiera dell’auto e le aveva detto con tono deciso: scendi, fra noi è finito tutto, non voglio più neanche sentir parlare di Te, abbiamo buttato tre anni della nostra vita e spero di non rincontrarti mai più sulla mia strada, Lei aveva capito subito che faceva sul serio, infatti quel tono di voce non glielo aveva mai sentito e per questo non lo aveva più cercato, evidentemente anche Lei era stufa di quel rapporto.

 E adesso che faccio con la crociera prenotata per due persone, pensava Gianni, certo potrei dirlo al mio amico Angelo, quello che ogni volta che gli dico che vado a fare un viaggio mi dice: “ma ti porti il lavoro da casa, o vai in cerca sul posto” (di dolce compagnia) Lui verrebbe, il “lavoro” lo troveremmo a bordo, ma a me non va, chissà come mi tirerebbe in giro, certo potrei anche disdire la prenotazione, ma a pochi giorni dalla partenza, perderei tutti i soldi, visto che ho già pagato.

 Così era arrivato alla vigilia, la valigia era già pronta, aveva messo la sveglia alle tre, il tempo di arrivare in aeroporto a Malpensa, alle sei e trenta aveva l’imbarco per Parigi e da lì con volo Air France , destinazione Miami, dove era previsto l’imbarco sulla nave da crociera  “Costa Mediterranea” alla volta del golfo del Messico e mar dei Caraibi.

 Il primo imbarazzo Gianni lo ebbe nel salire a bordo, dovete sapere che è consuetudine  che ti accolgono a bordo un ragazzo ed una ragazza dell’equipaggio, vestiti in uniforme di marinaio per la foto ricordo, loro aspettavano la compagna di viaggio e, visto che non arrivava, hanno capito accogliendolo con un sorriso caritatevole.

 

….il viaggio continua….salvo imprevisti….

postato da: Federico1250 alle ore 17:31 | Permalink | commenti (5)
categoria:racconti
mercoledì, 04 giugno 2008

Si, questa mattina scrivo a briglia sciolta, come quando si lascia pascolare un cavallo in una prateria, senza briglia, senza redini, senza sella, libero di brucare quel ciuffo d'erba o di fare una galoppata senza il suo cavaliere che gli ordina dove andare, io così mi sento oggi.

 Piove, il mio fido Billy, come tutte le mattine, era li ad aspettarmi, Lui fa così, si mette davanti alla porta del mio bagno e aspetta che io finisca di fare la barba, poi studia ogni mia mossa, se mi dirigo in camera per mettere il vestito da lavoro, si rattrista, si avvia verso la porta, scende le scale e si mette nella sua cuccia, mi vede uscire e aspetta il mio ritorno. Se, invece vede che mi metto le scarpe da ginnastica e la tuta, allora scoppia in un'allegria abbaiosa, sa che lo porto a fare una passeggiata lungo il fiume che passa dietro la mia casa, mezzora di camminata veloce, Lui ad ogni pianta alza la sua gamba, due goccette ed il territorio è suo, annusa, sente chi è passato prima di Lui e mi segue fino dal giornalaio, ma questa mattina piove, adesso è accucciato sotto la mia scrivania, forse, mentre scrivo, anche Lui ascolta la musica che esce dal mio pc, adesso sta cantando Vasco Rossi, "ogni volta che mi sveglio, ogni vota che qualcuno si preoccupa per me".

Già, qualcuno che si preoccupa per me, le canzoni di Vasco ti fanno riflettere sempre, adesso chi si preoccupa per me? in questo istante è solo Lui il mio Billy, in questo istante è accucciato nella posa della Sfinge Faraonica a guardia delle piramidi d'Egitto, ora Vasco stà gridando "siamo solo noi, ne santi ne eroi".

 Adesso il Vasco ha cambiato pezzo, ho messo media player in automatico, così mi sforna tutta la musica che vi avevo immesso, "voglio una vita, vedrai che vita, vedrai.. e poi ci ritroveremo tutti ...., certo il modello di vita di Vasco, almeno nella sua gioventù, non era di quelle da imitare, ora si è accorto che la vita non è solo sballo del sabato sera, e tanti ragazzi lo imitano malamente, finendo miseramente contro un platano alla prima curva.

 Oddio, il sole, il mio Billy se nè già accorto, mi guarda, sembra voglia dirmi qualcosa: che facciamo, andiamo a prendere questo giornale?, intanto la musica è cambiata, ora c'è la Pausini che :" corre nel vento e canta, l'odore del caffè della mattina, un vecchio che cammina sotto il sole..."la Pausini in questo CD è fantastica, ma il sole mi attira di più, dai Billy, usciamo, aspetta prendo il guinzaglio, non si sa mai, magari incontriamo una cagnetta e tu ti metti ad inseguirla, nonostante i tuoi 14 anni, perdiamo il pelo ma non il "vizio" Eh, Billy Billy.Billy

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mercoledì, 28 maggio 2008

E non ditemi che non ci sono più uomini capaci di amare la propria donna fino all'ultimo.l

 

Quest'uomo si appresta a trasportare il corpo della propria donna, morta nel terremoto in Cina, al cimitero del proprio villaggio d'origine. Non avendo di meglio, ha legato a sè la donna amata, come in un ultimo abbraccio.

 Questa foto è stata pubblicata oggi dal "Corriere della Sera"

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venerdì, 23 maggio 2008
L'ho appreso solo oggi, quell'uomo non c'è l'ha fatta, lo avevamo soccorso ieri sera, era a terra, era stato investito da un'auto mentre attraversava la strada, era in una pozza di sangue, abbiamo fatto del nostro meglio e, in ambulanza, mentre cercavamo di aiutarlo, Lui non diceva altro, diceva solo: MAMMA aiutami, quell'uomo stava morendo e invocava la mamma. Quell'uomo aveva settantanni.
postato da: Federico1250 alle ore 12:01 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 02 maggio 2008

Vediamo chi riconosce questa città, la mia.

La mia città

La mia città

La mia città

 

La mia città

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Fra tutti coloro che indovinano, verrà estratto un grosso premio.

postato da: Federico1250 alle ore 13:37 | Permalink | commenti (19)
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