Già, oggi che faccio? quasi quasi scrivo, veramente è una domanda che si devono fare in molti, visti i libri che si vedono in giro, il politico, per ammazzare il tempo, fra una seduta e l'altra, un apparizione in televisione, così presenta il suo ultimo libro, perchè in televisione ci si va per quello, non per discutere su come fare le leggi, ma su come far leggere, il giornalista, il medico, l'attore, lo sportivo, il militare, l'idraulico, no non ha un tubo di tempo quello e poi di cosa dovrebbe scrivere quello, e poi chi lo inviterebbe in televisione per presentarlo.
Vespa no, Lui in televisione c'è sempre, lo vediamo in tutti i programmi, non so dove trova il tempo per scrivere, forse la notte? e quando dorme, di giorno o durante la trasmissioine, adesso ho capito perchè ogni tanto suona il suo campanello, è per tenersi sveglio, mi sono accorto sapete come mai tiene una mano in tasca, la mia amica diceva che teneva una mano lì per scaramanzia, io pensavo che si trastullava, invece no, era per il campanello.
Adesso scrivo io, se Alice mi accompagna, si Alice è la mia ADSL, non sempre ha voglia, è come quelle mogli che te la danno solo alle feste comandate, ogni tanto si mette a sbarbellare il suo occhiolino magico e addio linea, non mi resta che chiamare il 187, quattro Madonne, una minaccia di disdire il contratto e la linea viene, si come le mogli, viene, anzi fa finta di venire, due clic e via, si mette a sbadigliare. Ora no è da ieri che fa giudizio, adesso scrivo, ma cosa mai scrivo? A me la voglia di scrivere m'è l'ha fatta venire Fabio Volo, anzi Bonetti, lo conoscevo quando era un ragazzino e faceva finta di aiutare il padre fornaio, a me sinceramente non dava tanto affidamento, poi si è messo a fare radio e con le sue battute sveglie ha fatto fortuna, ora è un bravo attore, quello sì lo riconosco, ho visto alcuni suoi film, ma a scrivere dicevo che mi ha fatto venire voglia Lui di farlo, ho pensato: se scrivendo quelle cosine, trovi qualcuno che ti legge, allora io ? Stavo leggendo un suo raccontino, quelli "i corti di carta" pubblicati dal Corriere della Sera, cominciava così " Il treno stava per arrivare alla stazione, appoggiati alla parete del corridoio, un ragazzo ed una ragazza, guardavano fuori dal finestrino, Lui ad un certo punto, prima che il treno fermasse, le sussurrò all'orecchio: mi lasci il tuo numero di telefono, ti voglio rivedere", cose di una banalità assoluta, pochi minuti prima nello scompartimento avevano fatto all'amore, senza dirsi niente, banalità assoluta e scritta anche con parole volgari, i veri scrittori non hanno bisogno di raccontare i particolari intimi di due che fanno all'amore, se li deve immaginare il lettore i particolari ed ognuno li immagina a modo suo.
Oh si, sono più bravo io di Fabio a scrivere, anche se ho fatto solo le elementari, veramente anche Lui, non è andato oltre le medie, e poi conosco laureati che in quanto ad ignoranza ci superano, quello si, possiamo esserne fieri, già ma io dovevo scrivere, e cosa scrivo adesso? speriamo che la mia Alice si mette a sbadigliare, così ho almeno il pretesto per smettere....Aspetta ancora un momento, il tempo di pubblicare il post almeno.....
















